Forse sono prevenuta. Forse non sono oggettiva. Anzi, è probabile, visto che non ho certo votato per la PdL, e il fatto che la maggior parte della stampa e della televisione italiana siano in qualche modo sotto il controllo di Berlusconi non è certo un mistero. Comunque mi sembra che qualcosa stia cambiando nell’informazione. Alcuni argomenti sono scomparsi. Ad esempio, chi parla più del problema della spazzatura di Napoli? Che sia misteriosamente scomparsa dalle strade per volontà divina? O forse si vuole eliminare il problema semplicemente non parlandone più? Analogamente, nessuno parla più del problema salariale e delle pensioni, argomento che era un cavallo di battaglia per entrambi gli schieramenti durante la campagna elettorale. L’oblio pare calare sugli argomenti scomodi. Incessante, invece, è il martellamento mediatico sulla violenza provocata dagli extracomunitari. Pare che ormai non si possa più uscire di casa senza essere aggredite e violentate dal ceffo extracomunitario (e non solo extracomunitario, forse dovrei dire straniero) di turno. Sia, chiaro, non voglio nascondermi dietro a un dito: il fatto che il centrosinistra se ne sia bellamente fregato di controllare i flussi migratori e che abbia ignorato il problema sicurezza (vedasi l’indegno provvedimento sull’indulto del governo Prodi) è un dato di fatto. Ma adesso mi sembra che non si parli d’altro. Il paese ha anche altri problemi, sui quali però pare essere sceso il silenzio più assoluto. Primo tra tutti, il problema del reddito e della sua stabilità. Leggasi lavoro precario e pensioni da fame. Se il governo Berlusconi non agirà in modo efficace contro queste piaghe, ben presto credo che i problemi di ordine pubblico non saranno originati solo dagli extracomunitari, ma dai nostri pensionati e lavoratori alla fame. Spero di sbagliarmi.
Neanche nominato Presidente del Consiglio, già Berlusconi si è detto pronto a misure impopolari, senza però spiegare con chiarezza a cosa si riferisca. Tra le prime priorità della nuova compagine governativa la realizzazione del ponte sullo stretto di Messina (che sarà l’ennesimo pozzo senza fondo di denaro pubblico), mentre ovviamente della lotta al precariato non c’è traccia. Pare che del problema del lavoro all’attuale governo non freghi nulla. Ma forse non è così. A loro va bene mantenere la gente precaria e sottopagata, salvo qualche intevento caritatevole in favore dei meno abbienti (?). Personalmente non la vedo bene per noi giovani. Intanto slitta la formazione della squadra di governo, mentre Berlusconi ostenta sicurezza e Fini dichiara apertamente la sua sudditanza, Bossi senza mezzi toni definisce inconcludente il vertice. Primi attriti tra la Lega e la Pdl? Chi lo sa.
A quanto pare ha vinto Berlusconi. Certo, bisogna aspettare il risultato definitivo delle urne, ma pare che i giochi siano fatti. La cosa che mi lascia più perplessa è che vince lo schieramento che maggiormente sembra fregarsene di un problema fondamentale per noi giovani: la precarietà cronica del posto di lavoro, per altro in genere sottopagato. Un’altra cosa che mi lascia perplessa è che ancora una volta saremo governati da un settantenne, sia pure tirato a lucido con trapianti tricologici, lifting e tacchi alti. Al suo fianco altri vecchietti. I soliti di dieci anni fa. Un risultato che mi lascia molto triste.
Oggi ho scoperto che la Pdl ha realizzato questo patetico inno, dove emerge tutta l’anima posticcia di questo movimento populista, basato sul marketing e realizzato a tavolino per intortare i gonzi. L’apoteosi dell’assenza di contenuti. Tutto il testo è un’umile genuflessione ai piedi di Silvio Berlusconi, visto come un leader unto da Dio capace di miracoli. Non per niente questo aborto musicale si chiama “Meno male che Silvio c’è”. Patetico l’autore che ammette candidamente che questa canzone è nata come una canzone d’amore. Mi sa comunque che l’Argentina è alle porte…